venerdì 26 febbraio 2010
mercoledì 24 febbraio 2010
LO ZOLFO
CARATTERISTICHE GENERALI.
Lo zolfo è l'elemento chimico nella tavola periodica con simbolo S, numero atomico 16 e 18 isotopi. E’ un non-metallo inodore, insapore, molto abbondante; la sua forma più nota e comune è quella cristallina di colore giallo intenso ed è presente sotto forma di solfuri e solfati in molti minerali. Si ritrova spesso puro nelle regioni con vulcani attivi. Questo elemento ha un odore caratteristico quando si lega con l'idrogeno (H2S). Brucia con fiamma bluastra che emette un odore caratteristico e soffocante, dovuto al biossido di zolfo (SO2) o al triossido di zolfo (SO3) che si formano come prodotti di combustione. Lo zolfo è insolubile in acqua, ma è solubile in disolfuro di carbonio. Gli stati di ossidazione o valenze più comuni dello zolfo sono -2, +2, +4 e +6. In tutti e tre gli stati, solido, liquido e gassoso, lo zolfo presenta tre forme allotropiche, le cui interrelazioni non sono ancora state interamente chiarite. La prima forma cristallina è rombica: l'elemento ha una struttura cristallina rombica o ottaedrica e mostra il suo caratteristico colore giallo, è opaco e fragile. Questa forma si può preparare per cristallizzazione da una soluzione di zolfo in disolfuro di carbonio (CS2). La seconda forma è monoclina. I cristalli sono a forma di ago, cerosi e fragili, sempre di colore giallo. Lo zolfo monoclino si può preparare per cristallizzazione da zolfo fuso. La terza forma è amorfa: non ci sono cristalli. In questo stato lo zolfo è duro, scuro ed elastico. Questo stato si ottiene per rapido raffreddamento dello zolfo fuso ed è instabile, trasformandosi lentamente in zolfo rombico cristallino; la cristallografia a raggi X mostra che tale forma amorfa potrebbe avere forma elicoidale con 8 atomi per giro. Anche lo zolfo colloidale e i fiori di zolfo sono forme amorfe che cristallizzano lentamente, sebbene queste due forme consistano di miscele di cristalli rombici e zolfo amorfo. In piccole quantità può essere trovato anche nel carbone e nel petrolio, dalla cui combustione viene trasformato in SO2 il quale, in presenza dell'ossigeno e dell'umidità dell'aria si trasforma in acido solforico e rende acida la pioggia.
IMPIEGHI TECNOLOGICI E COMMERCIALI.
Lo zolfo si usa in molti processi industriali, di cui il più importante è la produzione di acido solforico(H2SO4) per batterie e detergenti; si usa anche per la produzione di acido solforoso (H2SO3). Altri usi sono la produzione di polvere da sparo e la vulcanizzazione della gomma. Si usa anche come fungicida e nella manifattura di fertilizzante fosfatico. I solfiti vengono usati per sbiancare la carta e come conservanti nella frutta secca. Altri usi sono nelle teste dei fiammiferi e nei fuochi d'artificio; il tiosolfato di sodio o di ammonio si usa in fotografia come fissante per stampe fotografiche. Nelle zone vulcaniche si trovano le solfatare, che sono getti di soluzione acquosa di acido solfidrico (H2S). Sotto forma di solfato di rame (CuSO4), è impiegato in agricoltura.
EFFETTI SULLA SALUTE E SULL’AMBIENTE.
Due amminoacidi essenziali quali cisteina e metionina, nonché gli amminoacidi omocisteina e taurina contengono zolfo, così come alcuni enzimi molto comuni. Questo rende lo zolfo un elemento indispensabile alla vita di qualsiasi cellula. I ponti disolfuro fra polipeptidi sono estremamente importanti per l'assemblaggio e la struttura delle proteine. Alcune forme di batteri usano il solfuro di idrogeno al posto dell'acqua come donatore di elettroni in un primitivo processo fotosintetico. Lo zolfo è assorbito dalle piante sotto forma di ione solfato. Lo zolfo inorganico forma degli aggregati ferro-zolfo e sempre dello zolfo è il legame-ponte sito CuA della citocromo c ossidasi.
Le grandi quantità di carbone bruciate dall'industria e dalle centrali elettriche immettono ogni giorno nell'atmosfera molto biossido di zolfo, che reagisce con l'ossigeno e il vapore acqueo nell'aria per formare acido solforico. Questo acido forte ricade a terra con le precipitazioni dando luogo alle famose piogge acide che acidificano i terreni e le risorse idriche causando gravi danni all'ambiente naturale. Molti composti dello zolfo sono tossici o corrosivi. Il solfuro di carbonio, l'acido solforico, l'acido solfidrico e il biossido di zolfo vanno maneggiati con particolare cura. Benché il biossido di zolfo sia sufficientemente innocuo da poter essere usato in piccole quantità come additivo alimentare, in concentrazioni sufficientemente elevate in atmosfera reagisce con l'umidità a dare acido solforoso che, se respirato, provoca emorragie nelle vie respiratorie con rischio di soffocamento. Il solfuro d'idrogeno è molto tossico: a piccole concentrazioni ha un caratteristico sgradevole odore di uova marce, mentre l'esposizione a quantità relativamente elevate ha la proprietà di ottundere rapidamente il senso dell'olfatto, rendendo le potenziali vittime inconsapevoli della sua presenza. La cosiddetta "magnesia", un solfato idrato di magnesio, si usa come lassativo, come esfoliante o nel giardinaggio come concime specifico per suoli carenti di magnesio.
FONTI: wikipedia, encarta
by alessia giglio, samantha canino, mietta capicotto e vanessa paone
domenica 21 febbraio 2010
Il cielo di Indra
Nella religione induista, Indra è il signore della folgore e dio del temporale. È la più grande divinità Deva.
La sua figura è gigantesca, ha barba e capelli fulvi e marcia in battaglia su un carro trainato da due cavalli sauri brandendo in mano la sua arma, la folgore.
"Si dice che nel cielo di Indra esista una rete di perle disposta in modo tale che, osservandone una, si vedono tutte le altre riflesse in essa. Nello stesso modo, ogni oggetto nel mondo non è semplicemente se stesso ma contiene ogni altro oggetto e, in effetti, è ogni altra cosa."
L'allegoria Buddhista della "Rete di Indra" racconta di una rete di fili infinita presente in tutto l'universo. I fili orizzontali corrono attraverso lo spazio, i fili verticali attraverso il tempo. Ad ogni incrocio di fili c'è un individuo e una perla di cristallo; ogni perla riflette la luce proveniente da ogni altra perla e dall'intero universo.
Non trovate che questa "rete di perle" sia una bellissima metafora delle connessioni umane?"...Le nostre relazioni sono la meravigliosa officina dove l'Anima può espandersi oltre i confini personali e trascendere le illusorie separazioni create dalla mente. Sul piano dell'Anima, quando incontro l'Altro, incontro me stesso, incontro l'universo dentro di me. Il filo che unisce le perle tra di loro rappresenta metaforicamente la connessione implicita tra ogni essere vivente... possiamo vivere spontaneamente il collegamento tra ogni nodo, tra ogni individuo ed essere vivente nella vita di tutti i giorni. Continuamente la trama dell'universo si riversa nelle nostre piccole vite. Attraverso la connessione amorevole non facciamo altro che replicare sul piano umano un qualcosa che esiste da sempre e che le varie tradizioni religiose, da oriente a occidente hanno puntualizzato... possiamo veramente credere che ogni nostra azione e pensiero volti all’Amore avranno una ripercussione sull’intera rete. A tale consapevolezza tutti siamo chiamati per operare un salto qualitativo nella nostra evoluzione umana e per costruire sulla Terra "la rete di perle nel cielo di Indra." (Marie Noelle Urech).
martedì 16 febbraio 2010
Alcol e bevande alcoliche: la birra.
L’alcol etilico (etanolo, C2H5OH) è un liquido incolore che si ottiene per distillazione di soluzioni zuccherine fermentate oppure, per via sintetica, per addizione di acqua all'etilene. La fermentazione alcolica, catalizzata da enzimi prodotti da alcuni lieviti (tipo saccaromices cerevisiae in FIG.), avviene secondo la seguente equazione chimica:C6H12O6 (glucosio 180g) ----> 2 C2H5OH (alcol etilico 92g) + 2 CO2 (anidride carbonica 88 g)
Nei paesi della CE, a scopo alimentare, è consentito l’uso del solo alcol di fermentazione sebbene l’alcol di sintesi possa essere ottenuto con uguali caratteristiche di purezza. L’attività dei microrganismi responsabili della fermentazione alcolica cessa quando il contenuto di alcol raggiunge il 14-18% in volume, per questo motivo per ottenere gradazioni alcoliche più elevate bisogna ricorrere alla distillazione. Al giorno d'oggi l’alcol è consumato a scopo alimentare principalmente come bevanda; viene anche usato come aromatizzante di alcuni alimenti. L’alcol puro trova inoltre impiego come disinfettante, solvente e combustibile. Mentre i distillati alcolici a uso alimentare sono gravati da alte tasse, l’alcol per uso tecnico non è soggetto a imposte, perciò viene denaturato (reso imbevibile e velenoso) tramite l'aggiunta di sostanze tossiche come acetone, piridina, benzina, ecc. Nella nostra società la diffusione delle bevande alcoliche è dovuta al loro effetto inebriante. Le bevande alcoliche si possono dividere in: bevande poco alcoliche come la birra e il vino e bevande fortemente alcoliche o superalcolici come i distillati (grappa, rum).
La birra viene prodotta per fermentazione di cereali secondo due diversi procedimenti, alta e bassa fermentazione. Le birre a fermentazione alta vengono prodotte in tempi brevi a temperature tra i 12-15 °C; esse sono in genere più aromatiche ma anche meno conservabili. Esistono anche birre dietetiche, molto fermentate (e quindi con maggiore contenuto alcolico), quasi del tutto prive di carboidrati; questo tipo di birre vengono prodotte per i diabetici. Il diverso gusto delle birre dipende principalmente dal loro contenuto di mosto cioè di succo di cereali presente nella soluzione da fermentare e dalla presenza di principi amari (conferiti dall'aggiunta di luppolo, il cui contenuto varia da circa 20 mg/l a circa 40 mg/l). La percentuale di estratto di malto (dal 2 al 16%) determina la leggerezza (bassa %) o la pesantezza (alta %) della birra.
Bibliografia: La chimica di tutti i giorni - G. Vollmer e M. Franz - Zanichelli
lunedì 15 febbraio 2010
883- Nient' altro che noi
"... Non c'è niente al mondo
che valga un secondo
vissuto accanto a te, che valga un gesto tuo,
o un tuo movimento,
perché niente al mondo
mi ha mai dato tanto
da emozionarmi come quando siamo noi,
nient'altro che noi".
Salve prof., ecco un altro mio piccolo contributo...ke x me ha un significato molto importante...
lunedì 1 febbraio 2010
La cura (F. Battiato)
The kiss - G. Klimt 1907- Osterreichische Galerie, Vienna.
...tesserò i tuoi capelli come trame di un canto
conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono...
domenica 31 gennaio 2010
Sulle case. Da il Profeta di K. Gibran.
tempio dorico - Segesta - valle del Belice-
Allora si fece avanti un muratore, e disse:- Parlaci delle case -.
Ed egli rispose e disse:
- Costruite con l'immaginazione una capanna nel deserto prima di costruire una casa dentro le mura della città. Poichè come voi rincasate ad ogni crepuscolo, così fa anche il viandante che è in voi... Ditemi gente di Orfalese, che avete in tali case?... La pace...? Memorie, ...? La bellezza, che riconduce il cuore dagli oggetti foggiati nel legno e nella pietra alla sacra montagna? O vi avete solo conforti e cupidigia di benessere... In verità la brama di benessere uccide la passione dell'anima, e poi sogghigna alle sue esequie. Ma voi, figli dell'aria, insonni nel sonno, voi non sarete intrappolati nè domati. La vostra casa non sarà un'ancora, ma l'albero maestro... Non ripiegherete le vostre ali per passare attraverso le porte, nè abbasserete le vostre teste per non urtare il soffitto, nè tratterrete il respiro per il timore che le mura scricchiolino... Poichè ciò che di voi è illimitato abita nella casa del cielo, la cui porta è la nebbia del mattino, le cui finestre sono i canti e i silenzi della notte.-
sabato 30 gennaio 2010
Conosci te stesso. Come utilizzare un'emozione tossica: la rabbia.
In un'antica leggenda giapponese si narra di un samurai bellicoso che un giorno sfidò il maestro Zen chiedendogli di spiegare i concetti di paradiso e inferno. Il monaco, però, replicò con disprezzo: - Non sei che un rozzo villano; non posso perdere il mio tempo con gente come te!-. Sentendosi attaccato nel suo stesso onore, il samurai s'infuriò e sguainata la spada gridò: - Potrei ucciderti per la tua impertinenza! -.
- Ecco - replicò con calma il monaco - questo è l'inferno -. Riconoscendo che il maestro diceva la verità sulla collera che lo aveva invaso, il samurai, colpito, si calmò, ringuainò la spada e s'inchinò, ringraziando il monaco per la lezione. - Ecco - disse allora il maestro Zen - questo è il paradiso -.
Potremmo dire che il samurai passa, nel breve spazio di due battute, da un atteggiamento arrogante, profano, di chi consapevole del proprio valore tende a sminuire o schernire il talento altrui, ad un atteggiamento iniziatico, disponibile cioè, al contrario, a valorizzarlo e ad accoglierlo come un insegnamento.
- Ecco - replicò con calma il monaco - questo è l'inferno -. Riconoscendo che il maestro diceva la verità sulla collera che lo aveva invaso, il samurai, colpito, si calmò, ringuainò la spada e s'inchinò, ringraziando il monaco per la lezione. - Ecco - disse allora il maestro Zen - questo è il paradiso -.
Potremmo dire che il samurai passa, nel breve spazio di due battute, da un atteggiamento arrogante, profano, di chi consapevole del proprio valore tende a sminuire o schernire il talento altrui, ad un atteggiamento iniziatico, disponibile cioè, al contrario, a valorizzarlo e ad accoglierlo come un insegnamento.
L'improvviso risveglio del samurai e il suo aprire gli occhi sul proprio stato di agitazione ci mostra quanto sia fondamentale la differenza fra l'essere schiavi di un'emozione e il divenire consapevoli del fatto che essa ci sta travolgendo. Riconoscere le proprie emozioni nel momento stesso in cui si presentano è, infatti, un primo passo verso l'acquisizione di un certo controllo su di esse e, consentendo una rivalutazione della situazione, può aiutare a cambiare prospettiva e a decidere di liberarsi di stati d'animo negativi che fagocitano tutta la nostra vitalità. L'energia così liberata può, quindi, essere utilmente impiegata per alimentare altri progetti di vita.
Per approfondimenti: D. Goleman-Intelligenza emotiva-
Vi suggerisco anche di navigare in questo sito di Pablo Ayo, giornalista, scrittore, docente d'informatica e ricercatore, che ho trovato davvero suggestivo:
http://www.strangedays.it/aliendream/uomosullacollina.html
domenica 24 gennaio 2010
Lo stagno
Museo Nazionale - Reggio Calabria
Caratteristiche generali. Lo stagno è l’elemento chimico che ha simbolo Sn e Z pari a 50. Questo metallo di post-transizione argenteo, duttile e malleabile, che non si ossida facilmente all'aria e resiste alla corrosione, si usa in molte leghe e per ricoprire altri metalli più vulnerabili alla corrosione. Lo stagno si ottiene soprattutto dalla cassiterite, SnO2, e dalla stannite, Cu2FeSnS4. Ha una struttura cristallina particolare che provoca uno stridio caratteristico quando una barra di stagno viene piegata (il rumore è causato dalla rottura dei cristalli): se riscaldato, perde la sua duttilità e diventa fragile. Questo metallo resiste alla corrosione da acqua marina, distillata e da acqua potabile, ma può essere attaccato da acidi forti, da alcali e da sali acidi. Lo stagno (dal latino stannum) è stato uno dei primi metalli ad essere scoperto, e fin dall'antichità venne intensivamente usato in lega con il rame, di cui aumenta di molto la durezza e le doti meccaniche, formando il bronzo (90% circa di Cu e 10% circa di Sn), in uso fin dal 3500 a.C. In epoca moderna l'alluminio ha soppiantato alcuni usi dello stagno, ma il termine stagnola è ancora, a volte, impropriamente usato per ogni metallo argenteo in forma di fogli sottili. Lo stagno metallico si produce riducendo il minerale con carbone, in una fornace a riverbero. La Malesia produce il 40% dello stagno del mondo. Le altre aree estrattive principali sono Bolivia e Brasile. La produzione globale è al di sopra delle 140,000 tonnellate all'anno e le riserve ammontano a più di 4 milioni di tonnellate.
Impieghi tecnologici e commerciali. Lo stagno si lega facilmente col ferro ed è stato usato in passato per rivestire piombo, zinco e acciaio. I contenitori, lattine e scatolette, in banda stagnata (lamierino di acciaio stagnato) sono tuttora largamente usati per conservare i cibi, un uso che copre gran parte del mercato mondiale dello stagno metallico. La stagnatura superficiale protettiva di leghe ferrose (latta) e di altri metalli copre, infatti, il 35% di tutto il consumo di Sn. Essa, che viene realizzata con il solo stagno o con leghe contenenti anche zinco, cadmio o nichel, può venire eseguita sia per immersione nel metallo fuso, sia per via elettrolitica da soluzioni alcaline (è il processo più impiegato). Alcuni sali organici vengono usati in agricoltura come anticrittogamici e come alghicidi nelle risaie. Numerosi composti organici dello stagno sono impiegati come stabilizzatori per materie plastiche, in particolare per pvc. Anche in sintesi organica sono state trovate applicazioni per alcuni composti organometallici contenenti stagno, come il dibutil stagno ossido o l'idruro di tributilstagno, un agente riducente le cui reazioni di riduzione decorrono con meccanismo radicalico.
Impieghi tecnologici e commerciali. Lo stagno si lega facilmente col ferro ed è stato usato in passato per rivestire piombo, zinco e acciaio. I contenitori, lattine e scatolette, in banda stagnata (lamierino di acciaio stagnato) sono tuttora largamente usati per conservare i cibi, un uso che copre gran parte del mercato mondiale dello stagno metallico. La stagnatura superficiale protettiva di leghe ferrose (latta) e di altri metalli copre, infatti, il 35% di tutto il consumo di Sn. Essa, che viene realizzata con il solo stagno o con leghe contenenti anche zinco, cadmio o nichel, può venire eseguita sia per immersione nel metallo fuso, sia per via elettrolitica da soluzioni alcaline (è il processo più impiegato). Alcuni sali organici vengono usati in agricoltura come anticrittogamici e come alghicidi nelle risaie. Numerosi composti organici dello stagno sono impiegati come stabilizzatori per materie plastiche, in particolare per pvc. Anche in sintesi organica sono state trovate applicazioni per alcuni composti organometallici contenenti stagno, come il dibutil stagno ossido o l'idruro di tributilstagno, un agente riducente le cui reazioni di riduzione decorrono con meccanismo radicalico.
Effetti sulla salute e sull’ambiente. L'ossido di stagno è insolubile e molto resistente alla corrosione, quindi la quantità di stagno in terreni ed acque naturali è bassa. Le piccole quantità di stagno che si possono trovare nei cibi in scatola non sono dannose per gli esseri umani. Però, i composti trialchilici e triarilici dello stagno sono biocidi, e devono essere maneggiati con molta attenzione. I legami organici dello stagno costituiscono, infatti, la forma di stagno più pericolosa per la salute. Essi sono applicati in tantissime industrie e il numero di applicazioni di tali composti sta ancora aumentando. Trietilstagno è il composto organico dello stagno più pericoloso per gli esseri umani. Il metallo può essere assorbito attraverso gli alimenti, la respirazione ed attraverso la pelle, causando sia effetti acuti che di lunga durata. Gli effetti acuti sono: irritazione di occhi e pelle, mal di testa e di pancia, malessere, stordimento, difficoltà di respiro, ecc.; gli effetti a lungo termine sono: depressione, danni al fegato, al sistema immunitario, ai cromosomi, al cervello, scarsità di globuli rossi. I composti organici dello stagno sono molto persistenti e non abbastanza biodegradabili. I microrganismi hanno, infatti, molta difficoltà a scinderli. Una volta adsorbiti su particelle di fango, possono diffondere attraverso i sistemi idrici causando moltissimi danni agli ecosistemi acquatici, poiché sono molto tossici per i funghi, le alghe ed il fitoplancton. Il tributilstagno è il composto più tossico per pesci e funghi, mentre il trifenilstagno per il fitoplancton. Lo stagno organico disturba lo sviluppo, la riproduzione, i sistemi enzimatici ed i modelli di alimentazione degli organismi acquatici. L'esposizione avviene principalmente nello strato superiore dell'acqua, dove i composti di stagno organico si accumulano.
by Luigi e Pasquale
Fonti:http://www.ing.unitn.it/~colombo/Stagno/stagno_relazione_finale.html
http://it.wikipedia.org/wiki/Stagno
giovedì 21 gennaio 2010
Segreti e ...sorprese delle essenze: i profumi
Il desiderio di attirare il prossimo è cosa del tutto naturale... Come comunichiamo questo desiderio a chi ci sta vicino? Il linguaggio del corpo è un mezzo, l'odore è un altro. Entrambi sono in fondo basati sulla nostra "chimica", ma usare l'olfatto è un modo totalmente chimico di trasmettere un messaggio. Si tratta di un'interazione molecolare che avviene nel nostro naso, dove 5 milioni di cellule recettrici in 2 cm quadrati, trattengono ed esaminano le molecole trasportate dall'aria che respiriamo. Non tutte le molecole volatili hanno odore caratteristico: il nostro naso si è evoluto in modo da ignorare, ad esempio, l'odore dell'acqua e dei gas dell'aria. Quando le molecole odorose stimolano un recettore, questo invia un segnale alla zona olfattiva del cervello (una delle più antiche) e da qui al sistema limbico, regolatore dell'umore e delle emozioni e, in particolare all'ippocampo importante nella formazione della memoria remota. Ciò può spiegare come mai gli odori sono talvolta capaci di ridestare la memoria di eventi del nostro lontano passato (...come il sapore della celebre madeleine di Proust** ! Olfatto e gusto sono, infatti, fortemente correlati). Le fragranze contenute in una boccetta di profumo danno un grande, innocente piacere e, mentre in passato venivano estratte da piante rare e tropicali e da animali selvatici (altrettanto innocenti!), oggi derivano per la maggior parte da laboratori chimici. Profumieri al lavoro si vedono sui dipinti murali delle tombe egizie di 4000 anni fa, a conferma che già allora esisteva una fiorente industria profumiera. Il nome profumo deriva dal latino per fumum, attraverso il fumo, perchè era pratica comune innalzare preghiere agli dei bruciando incensi di odore dolciastro. Ma come è fatto un profumo? Esso è una miscela di varie fragranze (note alte, medie e basse), mescolate in opportune proporzioni in modo che vengano rilasciate insieme (l'odore deve mantenersi costante durante la giornata), lentamente. L'abilità di un profumiere risiede nella sua capacità di conseguire questo risultato utilizzando le leggi della chimica.La nota alta (di "testa") è la parte più volatile che avvertiamo per prima. Si tratta generalmente di aldeidi ma anche di estratti di bergamotto, limone e neroli (proviene dall'arancia amara). Nel celebre Chanel n° 5, è ad esempio un'aldeide artificiale, il 2-metilundecanale [(CH3)2CH(CH2)8CHO)]. Le note medie ("corpo"), avvertite dopo un po', derivano generalmente da fiori (ylang-ylang, gelsomino, tuberosa, garofano, rosa, iris, ecc.) che liberano un aroma dominante. Le note basse ("fissatore"), le meno volatili, hanno la funzione di fissare, rallentandone l'evaporazione, quelle alte e medie e sono le più attraenti, evocatrici di atmosfere particolari come l'Oriente misterioso, un bosco di notte, l'intimità dell'alcova. Ricalcano solitamente i tipici odori di legni rari, terra umida, spezie orientali, muschio e cuoio ma, spesso, possono presentare toni che rammentano sudore, urina ed escrementi: zibetto e muschio, ad esempio, che sono secrezioni di ghiandole animali!!! A ricordarci, se mai ce ne fosse bisogno, di quanta... imbarazzante, parentela abbiamo ancora con essi, che comunicano attraverso feromoni.
**"...Ma, quando niente sussiste d'un passato antico, dopo la morte degli esseri, dopo la distruzione delle cose, più tenui ma più vividi, più immateriali, più persistenti, più fedeli, l'odore e il sapore, lungo tempo ancora perdurano, come anime, a ricordare, ad attendere, a sperare, sopra la rovina di tutto il resto, portando sulla loro stilla quasi impalpabile, senza vacillare, l'immenso edificio del ricordo".
Bibliografia: Prodotti chimici- J. Emsley- Zanichelli ; Alla ricerca del tempo perduto- M. Proust.
**"...Ma, quando niente sussiste d'un passato antico, dopo la morte degli esseri, dopo la distruzione delle cose, più tenui ma più vividi, più immateriali, più persistenti, più fedeli, l'odore e il sapore, lungo tempo ancora perdurano, come anime, a ricordare, ad attendere, a sperare, sopra la rovina di tutto il resto, portando sulla loro stilla quasi impalpabile, senza vacillare, l'immenso edificio del ricordo".
Bibliografia: Prodotti chimici- J. Emsley- Zanichelli ; Alla ricerca del tempo perduto- M. Proust.
venerdì 15 gennaio 2010
Che cos'è l'amore
da Obbino Flickr
Salveee a tutti...bhè giravo su youtube e ho visto questo video e mi è piaciuto molto..spero piaccia anche a voi!!! Un bacio a tutti..Grazia..!
martedì 12 gennaio 2010
Usare la memoria per potenziare la creatività e... viceversa.
Come potenziare la propria memoria? Tony Buzan, detto Mr. Cervello, consulente di multinazionali e di governi e autorità mondiale nel campo delle capacità di apprendimento e di pensiero, ci suggerisce, tra gli altri, il Metodo del Collegamento. Questo consente di esercitare una relazione dinamica tra la parte sinistra del cervello (sede della logica e del pensiero razionale) e la destra (sede dell’immaginazione e della creatività artistica), potenziando le capacità mnemoniche. Provare per credere! Immaginate che la mamma vi spedisca ad acquistare le seguenti cose:
un mestolo d’argento
sei bicchieri
banane
sapone neutro
uova
detersivo biologico
filo interdentale
pane integrale
pomodori
rose.
Invece di prendere il classico pezzetto di carta per annotare la lista usate tutti i principi basilari della memoria (immaginazione, associazione, esagerazione, assurdità, umorismo, i cinque sensi, sensualità, ecc.) e inventate una storia per immagini. Ad esempio… Immaginate di uscire da casa esibendovi in uno strabiliante gioco d’equilibrio: in bocca avete un enorme mestolo d’argento stretto tra i denti: sentite il gusto e la sensazione del metallo in bocca. Nella parte concava del mestolo, impilati, ci sono 6 magnifici bicchieri di cristallo, tintinnanti ad ogni passo, che riflettono la luce del sole, abbagliandovi. In strada, ohimè, inciampate in una gigantesca banana gialla e marrone sentendo un fruscio mentre scivola sotto i vostri piedi. Riuscite a mantenere l’equilibrio (siete straordinari equilibristi!) ma quando poggiate l’altro piede a terra scoprite di averlo poggiato su un pezzo di sapone neutro luccicante. Questo è troppo persino per un professionista e infatti splash! cadete all’indietro su un mucchio di uova. Vedete schifati il rosso del tuorlo e il bianco dell’albume e sentite l’umidità che impregna i vostri pantaloni. Tornate subito a casa e lavate gli abiti sporchi con un superdetersivo biologico. Quindi uscite di nuovo, ma siccome siete stanchi per l’incidente subìto, vi attaccate ad una robustissima corda fatta di milioni di fili interdentali che collega casa vostra alla farmacia. Mentre cominciate a sentire fame, un vento caldo vi porta l’aroma incredibilmente fragrante di pane integrale appena sfornato. Vi lasciate guidare dal vostro naso con l’acquolina in bocca finché raggiunto il negozio del fornaio, notate con stupore che il banco è pieno di panini farciti di pomodori rosso brillante. L’ultima trovata del fornaio! Uscite sgranocchiando rumorosamente un panino al pomodoro e UHAO!!! vedete camminare con un’andatura da sballo la persona più sexy che abbiate mai incontrato. Siete quindi furiosamente posseduti dall’impulso di comprarle delle rose.. Vi precipitate dal più vicino fiorista che vende solo rose rosse. Le comprate tutte…siete abbagliati dal verde delle foglie e dal rosso dei boccioli, sentite la puntura delle spine e vi inebriate del profumo delle rose stesse.
Beh, ora chiudete il blog e ricordate la lista delle cose da comprare… Fatemi sapere se funziona! Baci.
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