domenica 31 gennaio 2010

Sulle case. Da il Profeta di K. Gibran.

tempio dorico - Segesta - valle del Belice-
Allora si fece avanti un muratore, e disse:
- Parlaci delle case -.
Ed egli rispose e disse:
- Costruite con l'immaginazione una capanna nel deserto prima di costruire una casa dentro le mura della città. Poichè come voi rincasate ad ogni crepuscolo, così fa anche il viandante che è in voi... Ditemi gente di Orfalese, che avete in tali case?... La pace...? Memorie, ...? La bellezza, che riconduce il cuore dagli oggetti foggiati nel legno e nella pietra alla sacra montagna? O vi avete solo conforti e cupidigia di benessere... In verità la brama di benessere uccide la passione dell'anima, e poi sogghigna alle sue esequie. Ma voi, figli dell'aria, insonni nel sonno, voi non sarete intrappolati nè domati. La vostra casa non sarà un'ancora, ma l'albero maestro... Non ripiegherete le vostre ali per passare attraverso le porte, nè abbasserete le vostre teste per non urtare il soffitto, nè tratterrete il respiro per il timore che le mura scricchiolino... Poichè ciò che di voi è illimitato abita nella casa del cielo, la cui porta è la nebbia del mattino, le cui finestre sono i canti e i silenzi della notte.-

sabato 30 gennaio 2010

Conosci te stesso. Come utilizzare un'emozione tossica: la rabbia.

In un'antica leggenda giapponese si narra di un samurai bellicoso che un giorno sfidò il maestro Zen chiedendogli di spiegare i concetti di paradiso e inferno. Il monaco, però, replicò con disprezzo: - Non sei che un rozzo villano; non posso perdere il mio tempo con gente come te!-. Sentendosi attaccato nel suo stesso onore, il samurai s'infuriò e sguainata la spada gridò: - Potrei ucciderti per la tua impertinenza! -.
- Ecco - replicò con calma il monaco - questo è l'inferno -. Riconoscendo che il maestro diceva la verità sulla collera che lo aveva invaso, il samurai, colpito, si calmò, ringuainò la spada e s'inchinò, ringraziando il monaco per la lezione. - Ecco - disse allora il maestro Zen - questo è il paradiso -.
Potremmo dire che il samurai passa, nel breve spazio di due battute, da un atteggiamento arrogante, profano, di chi consapevole del proprio valore tende a sminuire o schernire il talento altrui, ad un atteggiamento iniziatico, disponibile cioè, al contrario, a valorizzarlo e ad accoglierlo come un insegnamento.
L'improvviso risveglio del samurai e il suo aprire gli occhi sul proprio stato di agitazione ci mostra quanto sia fondamentale la differenza fra l'essere schiavi di un'emozione e il divenire consapevoli del fatto che essa ci sta travolgendo. Riconoscere le proprie emozioni nel momento stesso in cui si presentano è, infatti, un primo passo verso l'acquisizione di un certo controllo su di esse e, consentendo una rivalutazione della situazione, può aiutare a cambiare prospettiva e a decidere di liberarsi di stati d'animo negativi che fagocitano tutta la nostra vitalità. L'energia così liberata può, quindi, essere utilmente impiegata per alimentare altri progetti di vita.
Per approfondimenti: D. Goleman-Intelligenza emotiva-
 Vi suggerisco anche di navigare in questo sito di Pablo Ayo, giornalista, scrittore, docente d'informatica e ricercatore, che ho trovato davvero suggestivo:
http://www.strangedays.it/aliendream/uomosullacollina.html

domenica 24 gennaio 2010

Lo stagno

Bronzi di Riace (Particolare)
Museo Nazionale - Reggio Calabria

Caratteristiche generali. Lo stagno è l’elemento chimico che ha simbolo Sn e Z pari a 50. Questo metallo di post-transizione argenteo, duttile e malleabile, che non si ossida facilmente all'aria e resiste alla corrosione, si usa in molte leghe e per ricoprire altri metalli più vulnerabili alla corrosione. Lo stagno si ottiene soprattutto dalla cassiterite, SnO2, e dalla stannite, Cu2FeSnS4. Ha una struttura cristallina particolare che provoca uno stridio caratteristico quando una barra di stagno viene piegata (il rumore è causato dalla rottura dei cristalli): se riscaldato, perde la sua duttilità e diventa fragile. Questo metallo resiste alla corrosione da acqua marina, distillata e da acqua potabile, ma può essere attaccato da acidi forti, da alcali e da sali acidi. Lo stagno (dal latino stannum) è stato uno dei primi metalli ad essere scoperto, e fin dall'antichità venne intensivamente usato in lega con il rame, di cui aumenta di molto la durezza e le doti meccaniche, formando il bronzo (90% circa di Cu e 10% circa di Sn), in uso fin dal 3500 a.C. In epoca moderna l'alluminio ha soppiantato alcuni usi dello stagno, ma il termine stagnola è ancora, a volte, impropriamente usato per ogni metallo argenteo in forma di fogli sottili. Lo stagno metallico si produce riducendo il minerale con carbone, in una fornace a riverbero. La Malesia produce il 40% dello stagno del mondo. Le altre aree estrattive principali sono Bolivia e Brasile. La produzione globale è al di sopra delle 140,000 tonnellate all'anno e le riserve ammontano a più di 4 milioni di tonnellate.
Impieghi tecnologici e commerciali. Lo stagno si lega facilmente col ferro ed è stato usato in passato per rivestire piombo, zinco e acciaio. I contenitori, lattine e scatolette, in banda stagnata (lamierino di acciaio stagnato) sono tuttora largamente usati per conservare i cibi, un uso che copre gran parte del mercato mondiale dello stagno metallico. La stagnatura superficiale protettiva di leghe ferrose (latta) e di altri metalli copre, infatti, il 35% di tutto il consumo di Sn. Essa, che viene realizzata con il solo stagno o con leghe contenenti anche zinco, cadmio o nichel, può venire eseguita sia per immersione nel metallo fuso, sia per via elettrolitica da soluzioni alcaline (è il processo più impiegato). Alcuni sali organici vengono usati in agricoltura come anticrittogamici e come alghicidi nelle risaie. Numerosi composti organici dello stagno sono impiegati come stabilizzatori per materie plastiche, in particolare per pvc. Anche in sintesi organica sono state trovate applicazioni per alcuni composti organometallici contenenti stagno, come il dibutil stagno ossido o l'idruro di tributilstagno, un agente riducente le cui reazioni di riduzione decorrono con meccanismo radicalico.
Effetti sulla salute e sull’ambiente. L'ossido di stagno è insolubile e molto resistente alla corrosione, quindi la quantità di stagno in terreni ed acque naturali è bassa. Le piccole quantità di stagno che si possono trovare nei cibi in scatola non sono dannose per gli esseri umani. Però, i composti trialchilici e triarilici dello stagno sono biocidi, e devono essere maneggiati con molta attenzione. I legami organici dello stagno costituiscono, infatti, la forma di stagno più pericolosa per la salute. Essi sono applicati in tantissime industrie e il numero di applicazioni di tali composti sta ancora aumentando. Trietilstagno è il composto organico dello stagno più pericoloso per gli esseri umani. Il metallo può essere assorbito attraverso gli alimenti, la respirazione ed attraverso la pelle, causando sia effetti acuti che di lunga durata. Gli effetti acuti sono: irritazione di occhi e pelle, mal di testa e di pancia, malessere, stordimento, difficoltà di respiro, ecc.; gli effetti a lungo termine sono: depressione, danni al fegato, al sistema immunitario, ai cromosomi, al cervello, scarsità di globuli rossi. I composti organici dello stagno sono molto persistenti e non abbastanza biodegradabili. I microrganismi hanno, infatti, molta difficoltà a scinderli. Una volta adsorbiti su particelle di fango, possono diffondere attraverso i sistemi idrici causando moltissimi danni agli ecosistemi acquatici, poiché sono molto tossici per i funghi, le alghe ed il fitoplancton. Il tributilstagno è il composto più tossico per pesci e funghi, mentre il trifenilstagno per il fitoplancton. Lo stagno organico disturba lo sviluppo, la riproduzione, i sistemi enzimatici ed i modelli di alimentazione degli organismi acquatici. L'esposizione avviene principalmente nello strato superiore dell'acqua, dove i composti di stagno organico si accumulano.
by Luigi e Pasquale
Fonti:http://www.ing.unitn.it/~colombo/Stagno/stagno_relazione_finale.html
http://it.wikipedia.org/wiki/Stagno

giovedì 21 gennaio 2010

Segreti e ...sorprese delle essenze: i profumi

Il desiderio di attirare il prossimo è cosa del tutto naturale... Come comunichiamo questo desiderio a chi ci sta vicino? Il linguaggio del corpo è un mezzo, l'odore è un altro. Entrambi sono in fondo basati sulla nostra "chimica", ma usare l'olfatto è un modo totalmente chimico di trasmettere un messaggio. Si tratta di un'interazione molecolare che avviene nel nostro naso, dove 5 milioni di cellule recettrici in 2 cm quadrati, trattengono ed esaminano le molecole trasportate dall'aria che respiriamo. Non tutte le molecole volatili hanno odore caratteristico: il nostro naso si è evoluto in modo da ignorare, ad esempio, l'odore dell'acqua e dei gas dell'aria. Quando le molecole odorose stimolano un recettore, questo invia un segnale alla zona olfattiva del cervello (una delle più antiche) e da qui al sistema limbico, regolatore dell'umore e delle emozioni e, in particolare all'ippocampo importante nella formazione della memoria remota. Ciò può spiegare come mai gli odori sono talvolta capaci di ridestare la memoria di eventi del nostro lontano passato (...come il sapore della celebre madeleine di Proust** ! Olfatto e gusto sono, infatti, fortemente correlati). Le fragranze contenute in una boccetta di profumo danno un grande, innocente piacere e, mentre in passato venivano estratte da piante rare e tropicali e da animali selvatici (altrettanto innocenti!), oggi derivano per la maggior parte da laboratori chimici. Profumieri al lavoro si vedono sui dipinti murali delle tombe egizie di 4000 anni fa, a conferma che già allora esisteva una fiorente industria profumiera. Il nome profumo deriva dal latino per fumum, attraverso il fumo, perchè era pratica comune innalzare preghiere agli dei bruciando incensi di odore dolciastro. Ma come è fatto un profumo? Esso è una miscela di varie fragranze (note alte, medie e basse), mescolate in opportune proporzioni in modo che vengano rilasciate insieme (l'odore deve mantenersi costante durante la giornata), lentamente. L'abilità di un profumiere risiede nella sua capacità di conseguire questo risultato utilizzando le leggi della chimica.
La nota alta (di "testa") è la parte più volatile che avvertiamo per prima. Si tratta generalmente di aldeidi ma anche di estratti di bergamotto, limone e neroli (proviene dall'arancia amara). Nel celebre Chanel n° 5, è ad esempio un'aldeide artificiale, il 2-metilundecanale [(CH3)2CH(CH2)8CHO)]. Le note medie ("corpo"), avvertite dopo un po', derivano generalmente da fiori (ylang-ylang, gelsomino, tuberosa, garofano, rosa, iris, ecc.) che liberano un aroma dominante. Le note basse ("fissatore"), le meno volatili, hanno la funzione di fissare, rallentandone l'evaporazione, quelle alte e medie e sono le più attraenti, evocatrici di atmosfere particolari come l'Oriente misterioso, un bosco di notte, l'intimità dell'alcova. Ricalcano solitamente i tipici odori di legni rari, terra umida, spezie orientali, muschio e cuoio ma, spesso, possono presentare toni che rammentano sudore, urina ed escrementi: zibetto e muschio, ad esempio, che sono secrezioni di ghiandole animali!!! A ricordarci, se mai ce ne fosse bisogno, di quanta... imbarazzante, parentela abbiamo ancora con essi, che comunicano attraverso feromoni.
**"...Ma, quando niente sussiste d'un passato antico, dopo la morte degli esseri, dopo la distruzione delle cose, più tenui ma più vividi, più immateriali, più persistenti, più fedeli, l'odore e il sapore, lungo tempo ancora perdurano, come anime, a ricordare, ad attendere, a sperare, sopra la rovina di tutto il resto, portando sulla loro stilla quasi impalpabile, senza vacillare, l'immenso edificio del ricordo".
Bibliografia: Prodotti chimici- J. Emsley- Zanichelli ; Alla ricerca del tempo perduto- M. Proust.



venerdì 15 gennaio 2010

Che cos'è l'amore

da Obbino Flickr
Salveee a tutti...bhè giravo su youtube e ho visto questo video e mi è piaciuto molto..spero piaccia anche a voi!!! Un bacio a tutti..Grazia..!

martedì 12 gennaio 2010

Usare la memoria per potenziare la creatività e... viceversa.

Come potenziare la propria memoria? Tony Buzan, detto Mr. Cervello, consulente di multinazionali e di governi e autorità mondiale nel campo delle capacità di apprendimento e di pensiero, ci suggerisce, tra gli altri, il Metodo del Collegamento. Questo consente di esercitare una relazione dinamica tra la parte sinistra del cervello (sede della logica e del pensiero razionale) e la destra (sede dell’immaginazione e della creatività artistica), potenziando le capacità mnemoniche. Provare per credere! Immaginate che la mamma vi spedisca ad acquistare le seguenti cose:
un mestolo d’argento
sei bicchieri
banane
sapone neutro
uova
detersivo biologico
filo interdentale
pane integrale
pomodori
rose.
Invece di prendere il classico pezzetto di carta per annotare la lista usate tutti i principi basilari della memoria (immaginazione, associazione, esagerazione, assurdità, umorismo, i cinque sensi, sensualità, ecc.) e inventate una storia per immagini. Ad esempio… Immaginate di uscire da casa esibendovi in uno strabiliante gioco d’equilibrio: in bocca avete un enorme mestolo d’argento stretto tra i denti: sentite il gusto e la sensazione del metallo in bocca. Nella parte concava del mestolo, impilati, ci sono 6 magnifici bicchieri di cristallo, tintinnanti ad ogni passo, che riflettono la luce del sole, abbagliandovi. In strada, ohimè, inciampate in una gigantesca banana gialla e marrone sentendo un fruscio mentre scivola sotto i vostri piedi. Riuscite a mantenere l’equilibrio (siete straordinari equilibristi!) ma quando poggiate l’altro piede a terra scoprite di averlo poggiato su un pezzo di sapone neutro luccicante. Questo è troppo persino per un professionista e infatti splash! cadete all’indietro su un mucchio di uova. Vedete schifati il rosso del tuorlo e il bianco dell’albume e sentite l’umidità che impregna i vostri pantaloni. Tornate subito a casa e lavate gli abiti sporchi con un superdetersivo biologico. Quindi uscite di nuovo, ma siccome siete stanchi per l’incidente subìto, vi attaccate ad una robustissima corda fatta di milioni di fili interdentali che collega casa vostra alla farmacia. Mentre cominciate a sentire fame, un vento caldo vi porta l’aroma incredibilmente fragrante di pane integrale appena sfornato. Vi lasciate guidare dal vostro naso con l’acquolina in bocca finché raggiunto il negozio del fornaio, notate con stupore che il banco è pieno di panini farciti di pomodori rosso brillante. L’ultima trovata del fornaio! Uscite sgranocchiando rumorosamente un panino al pomodoro e UHAO!!! vedete camminare con un’andatura da sballo la persona più sexy che abbiate mai incontrato. Siete quindi furiosamente posseduti dall’impulso di comprarle delle rose.. Vi precipitate dal più vicino fiorista che vende solo rose rosse. Le comprate tutte…siete abbagliati dal verde delle foglie e dal rosso dei boccioli, sentite la puntura delle spine e vi inebriate del profumo delle rose stesse. Beh, ora chiudete il blog e ricordate la lista delle cose da comprare… Fatemi sapere se funziona! Baci.

venerdì 1 gennaio 2010

Filastrocca di capodanno

Filastrocca di capodanno
Fammi gli Auguri per tutto l'anno
Voglio un gennaio col sole d'aprile
Un luglio fresco, un marzo gentile
Voglio un giorno senza sera
Voglio un mare senza bufera
Voglio un pane sempre fresco
Sul cipresso il fiore del pesco
Che siano amici il gatto e il cane
Che diano latte le fontane
Se voglio troppo non darmi niente
Dammi una faccia allegra solamente.

martedì 29 dicembre 2009

Sali metallici per curare i disturbi dell'umore: il litio.

Caratteristiche generali Il litio ha numero atomico 3 ed è il primo dei metalli alcalini (Gruppo IA o 1) nella tavola periodica. In natura si trova come miscela degli isotopi 6Li e 7Li. È il metallo più leggero, è solido, morbido, di colore bianco-argento, con un basso punto di fusione ed è reattivo. Molte delle sue proprietà fisiche e chimiche sono più simili a quelle dei metalli alcalino-terrosi che a quelle del suo gruppo. Il litio (dal greco lithos, "pietra") venne scoperto da Johann Arfvedson nel 1817 ma, l'elemento non venne isolato fino a quando W. T. Brande e Sir H. Davy impiegarono l'elettrolisi sull'ossido di litio. La produzione commerciale del litio venne ottenuta nel 1923 da una compagnia tedesca per elettrolisi del cloruro di litio e del cloruro di potassio fusi. Fra le proprietà più significative del litio troviamo il suo alto calore specifico, l'ampio intervallo di temperatura in fase liquida, l'alta conducibilità termica, la bassa viscosità e densità (circa la metà di quella dell’acqua). Il litio metallico è solubile in ammine alifatiche a catena corta, come l’etilammina. È insolubile negli idrocarburi. Il litio partecipa ad un numero enorme di reazioni, con reagenti organici e inorganici. Reagisce con l'ossigeno per formare il monossido, Li2O, e il perossido, Li2O2. È l'unico metallo alcalino che reagisce con l'azoto a temperatura ambiente per produrre un nitruro nero, Li3N. Reagisce facilmente con idrogeno a quasi 500ºC per formare idruro di litio, LiH. La reazione del litio metallico con acqua è estremamente violenta. Il litio reagisce direttamente con il carbonio per produrre carburo di litio. Si lega facilmente con gli alogeni per formare alogenuri. Il litio non si trova in natura allo stato libero, in conseguenza della sua elevata reattività. È un elemento moderatamente abbondante ed è contenuto nella crosta terrestre alla concentrazione di 65 ppm (parti per milione). Quasi il 50% delle riserve disponibili di litio, commercialmente sfruttabili, si trovano in Bolivia, nei laghi salati prosciugati delle Ande. La produzione mondiale di litio si aggira intorno alle 40.000 tonnellate all'anno e le riserve totali sono stimate essere intorno a 7 milioni di tonnellate. Impieghi tecnologici e commerciali È il più leggero degli elementi solidi ed è usato principalmente nelle leghe conduttrici di calore, come componente in alcuni medicinali (farmaci antipsicotici), come materiale anodico delle batterie (le cosiddette batterie agli ioni di litio) nelle quali in genere compare sotto forma di sale (Li2CO3 , LiClO4). Altri usi:
I sali di litio, come il già citato carbonato di litio o il citrato di litio, sono stabilizzatori d'umore usati nel trattamento di malattie come il disturbo bipolare dell'umore.
Il cloruro di litio e il bromuro di litio sono altamente igroscopici e frequentemente usati come essiccanti (sistemi per la produzione di aria condizionata).
Lo stearato di litio è un comune lubrificante generico ad alte temperature.
Il litio è un agente legante usato per sintetizzare composti organici e in applicazioni nucleari.
Viene a volte utilizzato nei vetri e nelle ceramiche.
L'idrossido di litio è impiegato per estrarre il biossido di carbonio dall'aria e rilasciare ossigeno nelle navicelle spaziali e nei sottomarini.
Leghe di questo metallo con alluminio, cadmio, rame e manganese sono usate per alcune parti aeronautiche ad alte prestazioni.
In futuro potrebbe essere un elemento fondamentale nei reattori a fusione nucleare per la generazione del trizio.
Effetti del litio sull’ambiente e sulla salute umana. Come gli altri metalli alcalini, il litio nella sua forma pura è altamente infiammabile e leggermente esplosivo se esposto all'aria e soprattutto all'acqua, con la quale reagisce in maniera violenta con produzione di idrogeno. Questo metallo è anche corrosivo e deve essere maneggiato evitando il contatto con la pelle. Per quanto riguarda lo stoccaggio, deve essere conservato immerso in idrocarburi liquidi, come la nafta. Il litio è considerato leggermente tossico; lo ione litio è coinvolto negli equilibri elettrochimici delle cellule del sistema nervoso e viene spesso prescritto come farmaco nelle terapie per il trattamento di sindromi maniaco-depressive. L'intossicazione da sali di litio, più grave e frequente nei pazienti con compromissione della funzione renale, si tratta efficacemente con NaCl, urea ed acetazolamide o, in alternativa, con l'emodialisi. Il metallo può essere assorbito dal corpo umano tramite inalazione delle sue polveri e ingestione. Il rischio di inalazione è basso in quanto l'evaporazione a 20°C è trascurabile; una concentrazione nociva delle particelle sospese nell'aria può, tuttavia, essere raggiunta rapidamente se disperso. Se inalato provoca una sensazione di bruciore, tosse, respirazione affaticata, respiro corto, gola irritata, edema polmonare. Il contatto con la pelle o gli occhi determina la comparsa di rossore, ustioni, dolore, bolle. Se ingerito provoca spasmi e dolori addominali, sensazione di bruciore, nausea, shock o collasso, vomito, debolezza.
by angelo curto
fonti: http://www.lenntech.it; http://www.wikipedia.it

mercoledì 23 dicembre 2009

"...Signore, che cos'è un uomo perché te ne curi?... L'uomo è come un soffio, i suoi giorni come ombra che passa..." Salmo 144


Cari ragazzi,
nella nostra tradizione cristiana, il Natale è la festa di un bimbo che, nascendo, ha cambiato il mondo con la forza rivoluzionaria del suo messaggio d'amore. Così il mio Augurio, da queste pagine, è che costituisca per tutti noi un'occasione di riflessione, di crescita e di rinnovamento... Mi piace salutarlo con un inno alla vita, una vecchia canzone di Louis Armstrong, sulle note del sassofono di Kenny G. Un abbraccio dalla prof.
What A Wonderful World
I see trees of green, red roses too
I see them bloom for me and you
And I think to myself,what a wonderful world
I see skies of blue and clouds of white
The bright blessed day, the dark sacred night
And I think to myself, what a wonderful world
The colours of the rainbow, so pretty in the sky
Are also on the faces of people going by
I see friends shakin' hands, sayin' How do you do?
They're really saying I love you
I hear babies cryin',I watch them grow
They'll learn much more than I'll ever know
And I think to myself, what a wonderful world
Yes, I think to myself, what a wonderful world

martedì 22 dicembre 2009

"La vera funzione dell'arte è svelare la bellezza nascosta e l'armonia divina in tutte le cose"

Apollo e Daphne (1621-1623) - Roma Galleria Borghese- Lorenzo Bernini

Il soggetto del gruppo è tratto dalle Metamorfosi di Ovidio Nel testo di Ovidio, Apollo si era vantato di saper usare come nessun altro l'arco e le frecce; per la sua presunzione Cupido lo punisce colpendolo e facendolo innamorare della bella ninfa Daphne, la quale però aveva consacrato la sua vita a Diana e alla caccia. L'amore di Apollo è irrefrenabile, Daphne chiede aiuto al padre Penéo, dio dei fiumi, il quale per impedire ai due di congiungersi la trasforma in un albero, il lauro, che da quel momento diventerà sacro per Apollo. Questo è in breve l'episodio che Bernini rappresenta fedelmente proprio nel momento della trasformazione della ninfa in pianta.

sabato 19 dicembre 2009

Un gas usato per lampade e dispositivi luminosi: lo xenon.

Caratteristiche generali
Lo xeno (dal greco xenon, straniero) fu individuato nel 1898, in Inghilterra, da William Ramsay e Morris Travers nel residuo ottenuto per evaporazione parziale dell'aria liquida. Lo xeno è l'elemento chimico di numero atomico 54. Il suo simbolo è Xe. È un gas nobile incolore, inodore e molto pesante; si trova nell'atmosfera terrestre ed è stato il primo gas nobile di cui siano mai stati sintetizzati dei composti. Lo xeno appartiene al gruppo VIIIA, ovvero 18 della Tavola Periodica ed è normalmente considerato un elemento a valenza zero, che non forma quindi composti in condizioni ordinarie. Eccitato da una scarica elettrica, lo xeno produce una luce azzurra; questo fenomeno è sfruttato nella produzione di lampade. A pressioni elevatissime, dell'ordine delle decine di giga pascal, lo xeno esiste allo stato metallico. Con l'acqua lo xeno può formare dei clatrati, ovvero dei sistemi in cui gli atomi di xeno sono fisicamente intrappolati all'interno del reticolo cristallino dell'acqua, benché non siano in alcun modo legati chimicamente ad essa. Fino al 1962 lo xeno e gli altri gas nobili erano considerati chimicamente inerti ed incapaci di formare qualsivoglia composto chimico. Questa convinzione è stata smentita ed alcuni composti stabili di gas nobili sono stati sintetizzati. Alcuni dei composti noti dello xeno sono il di-, il tetra- e l'esafluoruro, l'idrato e il deuterato, l'acido perxenico (H4XeO6), l'acido xenico (H2XeO4), il sodio perxenato, il triossido (XeO3) e il tetrossido (XeO4), questi ultimi altamente esplosivi. Sono noti almeno 80 diversi composti formati da xeno, fluoro e ossigeno; alcuni di essi sono anche intensamente colorati. 133Xe e 135Xe sono sintetizzati per irraggiamento da neutroni nei reattori nucleari raffreddati ad aria. Industrialmente si ottiene per estrazione dal residuo dell'evaporazione dell'aria liquida.
Impieghi tecnologici e commerciali.
Questo gas è famoso e principalmente usato per la realizzazione di lampade e dispositivi luminosi: lampade flash allo xeno per la fotografia, luci stroboscopiche, sorgenti di eccitazione per laser, lampade battericide e per dermatologia; ormai tutte le lampade utilizzate per proiezioni cinematografiche utilizzano questo gas. Le lampade ad arco di xeno ad alta pressione hanno una temperatura di colore simile a quella della luce solare, sono inoltre una fonte di luce ultravioletta a corta lunghezza d'onda e di radiazione nel vicino infrarosso. Tra gli altri usi dello xeno vi sono: 1) l'uso in medicina come anestetico generico; 2) l'uso dei perxenati come agenti ossidanti in chimica analitica; 3) 133Xe è un utile radioisotopo; 4) la produzione di immagini di tessuti umani, soprattutto delle vie respiratorie, per l'imaging a risonanza magnetica di 129Xe iperpolarizzato; 5) l'impiego preferenziale nei motori a propulsione ionica, per via della sua facile ionizzabilità, del suo alto peso molecolare e della sua inerzia chimica.
Effetti sull’ambiente e sulla salute umana.
Lo xeno non è tossico e può essere maneggiato senza particolari precauzioni, fatte salve, se in bombola, quelle normalmente adottate per il maneggiamento di gas compressi. Molti composti dello xeno sono invece tossici per via del loro elevato potere ossidante.

Fonti: http://www.wikipedia.it/

http://www.chemicool.com/

by Mattia